Visualizzazione post con etichetta Padri della Chiesa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Padri della Chiesa. Mostra tutti i post

sabato 8 novembre 2014

Partecipi alla passione di Cristo (parte III)



"«Gli altri dieci si sdegnarono con i due fratelli» (Mt 20, 24). Notate come tutti gli apostoli siano ancora imperfetti, sia i due che vogliono innalzarsi sopra i dieci, sia gli altri che hanno invidia di loro. Ma, come ho già detto, osservateli più tardi, e li vedrete esenti da tutte queste miserie. Giovanni stesso, che ora si fa avanti anche lui per ambizione, cederà in ogni circostanza il primato a Pietro, sia nella predicazione, sia nel compiere miracoli, come appare dagli Atti degli Apostoli. Giacomo, invece, non visse molto tempo dopo questi avvenimenti. Dopo la Pentecoste infatti sarà tale il suo fervore che, lasciato da parte ogni interesse terreno, perverrà ad una virtù così elevata da essere ritenuto maturo di ricevere subito il martirio".


Dalle «Omelie sul vangelo di Matteo» di san Giovanni Crisostomo, vescovo

martedì 4 novembre 2014

Beati i poveri in spirito (parte II)



"Beata quella povertà che non cade nel laccio teso dall'amore dei beni temporali, né brama di aumentare le sostanze del mondo, ma desidera ardentemente l'arricchimento dei tesori celesti. Un modello di questa povertà magnanima ce l'hanno offerto per primi gli apostoli, dopo il Signore. Essi lasciarono tutte le loro cose senza distinzione e, richiamati dalla voce del divino Maestro, da pescatori di pesci si sono rapidamente cambiati in pescatori di uomini (cfr. Mt 4, 19)".


Dal «Discorso sulle beatitudini» di san Leone Magno, papa

lunedì 3 novembre 2014

Amo perché amo, amo per amare (parte II)



"Quando Dio ama, altro non desidera che essere amato. Non per altro ama, se non per essere amato, sapendo che coloro che l'ameranno si beeranno di questo stesso amore. L'amore dello Sposo, anzi lo Sposo-amore cerca soltanto il ricambio dell'amore e la fedeltà. Sia perciò lecito all'amata di riamare. Perché la sposa, e la sposa dell'Amore non dovrebbe amare? Perché non dovrebbe essere amato l'Amore?"


Dai «Discorsi sul Cantico dei Cantici» di san Bernardo, abate


domenica 2 novembre 2014

In Cristo siamo stati tentati e in lui abbiamo vinto il diavolo (parte III)



"Nessuno può conoscere se stesso, se non è tentato, né può essere coronato senza aver vinto, né può vincere senza combattere; ma il combattimento suppone un nemico, una prova.
Pertanto si trova in angoscia colui che grida dai confini della terra, ma tuttavia non viene abbandonato. Poiché il Signore volle prefigurare noi, che siamo il suo corpo mistico, nelle vicende del suo corpo reale, nel quale egli morì, risuscitò e salì al cielo. In tal modo anche le membra possono sperare di giungere là dove il Capo le ha precedute".



Dal «Commento sui salmi» di sant'Agostino, vescovo


sabato 1 novembre 2014

Dimostriamoci vicendevolmente l'amore di Dio (parte IV)



"Operiamo secondo quella suprema e prima legge di Dio che fa scendere la pioggia tanto sui giusti che sui peccatori, fa sorgere il sole ugualmente per tutti, offre a tutti gli animali della terra l'aperta campagna, le fontane, i fiumi, le foreste; dona aria agli uccelli e acqua agli animali acquatici; a tutti dà con grande liberalità i beni della vita, senza restrizioni, senza condizioni, senza delimitazioni di sorta; a tutti elargisce abbondantemente i mezzi di sussistenza e piena libertà di movimento. Egli non fece discriminazioni, non si mostrò avaro con nessuno. Proporzionò sapientemente il suo dono al fabbisogno di ciascun essere e manifestò a tutti il suo amore".


Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo


venerdì 31 ottobre 2014

Fate quello che dicono, ma non fate quello che fanno (parte II)



"Dice altrove infatti per bocca dello stesso profeta: «O figlio dell'uomo, io ti ho costituito quale sentinella per gli Israeliti; ascolterai una parola dalla mia bocca e tu li avvertirai da parte mia. Se io dico all'empio: Empio, tu morrai, e tu non parli per distogliere l'empio dalla sua condotta, egli, l'empio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte chiederò conto a te. Ma se tu avrai ammonito l'empio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte, egli morirà per la sua iniquità, tu invece sarai salvo» (Ez 33, 7-9)".


Dal «Discorso sui pastori» di sant'Agostino, vescovo

giovedì 30 ottobre 2014

Cristo ha riconciliato il mondo a Dio per mezzo del suo sangue (parte II)



"Il Figlio di Dio dimostra che non deve offrire riparazione per i propri peccati, perché non era schiavo del peccato, ma libero da ogni colpa. Infatti il Figlio libera, mentre il servo è nella colpa. Perciò è esente da tutti i peccati e non paga il prezzo del riscatto per la propria anima colui che nel suo sangue dà un prezzo sufficiente a riscattare i peccati di tutto il mondo. Giustamente dunque libera gli altri chi non deve nulla per sé".


Dal «Commento sui salmi» di sant'Ambrogio, vescovo


mercoledì 29 ottobre 2014

Io starò al mio posto di guardia per sentire ciò che mi dirà il Signore (parte II)




Così vi dico, fratelli: Fino ad oggi ci sono persone per le quali è chiaro che le parole di Gesù sono spirito e vita e perciò lo seguono. Ad altri invece paiono dure e cercano altrove ben magre consolazioni. La Sapienza fa sentire la sua voce sulle piazze, vale a dire ammonisce quelli che camminano per la via larga e spaziosa che conduce alla morte, per richiamare indietro quanti vi camminano.


Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate

lunedì 27 ottobre 2014

Sale della terra e luce del mondo (parte II)



"Non crediate, sembra dire, di essere chiamati a piccole lotte e a compiere imprese da poco. No. Voi siete «il sale della terra». A che cosa li portò questa prerogativa? Forse a risanare ciò che era diventato marcio? No, certo. Il sale non salva ciò che è putrefatto. Gli apostoli non hanno fatto questo. Ma prima Dio rinnovava i cuori e li liberava dalla corruzione, poi li affidava agli apostoli, allora essi diventavano veramente «il sale della terra» mantenendo e conservando gli uomini nella nuova vita ricevuta dal Signore. È opera di Cristo liberare gli uomini dalla corruzione del peccato, ma impedire di ricadere nel precedente stato di miseria spetta alla sollecitudine e agli sforzi degli apostoli".


Dalle «Omelie sul vangelo di Matteo» di san Giovanni Crisostomo, vescovo

sabato 25 ottobre 2014

L'incarnazione del Verbo (parte III)


"Il Verbo di Dio a tutti superiore offrì e consacrò per tutti il tempio del suo corpo e versò alla morte il prezzo che le era dovuto. In tal modo l'immortale Figlio di Dio con tutti solidale per il comune corpo di morte con la promessa della risurrezione rese immortali tutti a titolo di giustizia. La morte ormai non ha più nessuna efficacia sugli uomini per merito del Verbo, che ha posto in essi la sua dimora mediante un corpo identico al loro".


Dai «Discorsi» di sant'Atanasio, vescovo

venerdì 24 ottobre 2014

Ciascuno cerchi non i propri interessi, ma quelli di Gesù Cristo



"Poiché abbiamo spiegato che cosa significhi «prendere il latte», cerchiamo di capire che cosa voglia dire «vestirsi di lana». Chi dà il latte offre il cibo, chi dà la lana offre l'onore. Questi sono i due beni che chiedono ai fedeli quei pastori che pensano a pascere se stessi e non il gregge: di provvedere alle loro necessità e di ricevere onore e lode.
E in verità ben si comprende come il vestito stia a significare l'onore, per il fatto che copre la nudità. Ogni uomo infatti è fragile. E colui che vi governa non è certo diverso da voi. Anch'egli ha un corpo, è mortale, mangia, dorme, si alza: è nato ed un giorno dovrà morire. Pertanto se consideri che cosa egli sia in se stesso, vedi che è un semplice uomo. Ma quando tu l'onori grandemente, ricopri, per così dire, ciò che in lui v'è di fragile".


Dal «Discorso sui pastori» di sant'Agostino, vescovo


domenica 19 ottobre 2014

I gradi di contemplazione



"Entriamo nella fortezza fondata su Cristo, pietra solidissima che non vacilla mai. Sforziamoci con tutto l'impegno di rimanere in essa. Si verificherà allora su di noi il detto: «Egli ha stabilito i miei piedi sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi» (Sal 39, 3). Così, bene fondati e resi sicuri, diamoci ormai alla contemplazione per considerare cosa voglia il Signore da noi, cosa gli piaccia e cosa torni gradito ai suoi occhi".


Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate

sabato 18 ottobre 2014

Sia santificato il tuo nome



"Quanto è preziosa la grazia del Signore, quanto alta la sua degnazione e magnifica la sua bontà verso di noi! Egli ha voluto che noi celebrassimo la nostra preghiera davanti a lui e lo invocassimo col nome di Padre, e come Cristo è Figlio di Dio, così noi pure ci chiamassimo figli di Dio. Questo nome nessuno di noi oserebbe pronunziarlo nella preghiera, se egli stesso non ci avesse permesso di pregare così. Dobbiamo dunque ricordare e sapere, fratelli carissimi, che, se diciamo Dio nostro Padre, dobbiamo comportarci come figli di Dio perché allo stesso modo con cui noi ci compiacciamo di Dio Padre, così anch'egli si compiaccia di noi".


Dal trattato «Sul Padre nostro» di san Cipriano, vescovo e martire

venerdì 17 ottobre 2014

Ecco, io salverò il mio popolo



"«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre» (Gv 6, 44). Non pensare di essere attirato contro la tua volontà: l'anima è attirata anche dall'amore. Né dobbiamo temere di essere criticati per queste parole evangeliche della Sacra Scrittura da quanti stanno a pesare le parole, ma sono del tutto incapaci di comprendere le realtà divine. Costoro potrebbero obiettarci: Come posso ammettere che la mia fede sia un atto libero, se vengo trascinato? Rispondo: Nessuna meraviglia che sentiamo una forza di attrazione sulla volontà. Anche il piacere ha una tale forza di attrazione".


Dai «Trattati su Giovanni» di sant'Agostino, vescovo

giovedì 16 ottobre 2014

Fate quello che dicono, ma non fate quello che fanno



"«Udite, pastori, la parola del Signore». Ma che cosa udite, o pastori? «Dice il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: chiederò loro conto del mio gregge» (Ez 34, 9).
Udite e imparate, pecorelle di Dio. Ai pastori malvagi Dio chiede che rendano conto delle sue pecore e che rispondano della morte loro arrecata con le loro stesse mani".


Dal «Discorso sui pastori» di sant'Agostino, vescovo

mercoledì 15 ottobre 2014

Le cinque vie della riconciliazione con Dio




"Volete che parli delle vie della riconciliazione con Dio? Sono molte e svariate, però tutte conducono al cielo.
La prima è quella della condanna dei propri peccati. Confessa per primo il tuo peccato e sarai giustificato (cfr. Is 43, 25-26). Perciò anche il profeta diceva: «Dissi: Confesserò al Signore le mie colpe, e tu hai rimesso la malizia del mio peccato» (Sal 31, 5).
Condanna dunque anche tu le tue colpe. Questo è sufficiente al Signore per la tua liberazione. E poi se condanni le tue colpe sarai più cauto nel ricadervi. Eccita la tua coscienza a divenire la tua interna accusatrice, perché non lo sia poi dinanzi al tribunale del Signore.".


Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo, vescovo

lunedì 13 ottobre 2014

La sapienza cristiana



"Il Signore dice: «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati» (Mt 5, 6). Questa fame non ha nulla a che vedere con la fame corporale e questa sete non chiede una bevanda terrena, ma desidera di avere la sua soddisfazione nel bene della giustizia. Vuole essere introdotta nel segreto di tutti i beni occulti e brama di riempirsi dello stesso Signore".


Dal «Discorso sulle beatitudini» di san Leone Magno, papa

domenica 12 ottobre 2014

Rallegratevi nel Signore, sempre



"Come avete sentito nella precedente lettura nella quale l'Apostolo diceva: «Rallegratevi nel Signore sempre» (Fil 4, 4), la carità di Dio, o fratelli carissimi, ci chiama, per la salvezza delle nostre anime, alle gioie della beatitudine eterna. Le gioie del mondo vanno verso la tristezza senza fine. Invece le gioie rispondenti alla volontà del Signore portano alle gioie durature ed intramontabili coloro che le coltivano assiduamente. Perciò l'Apostolo dice: «Ve lo ripeto ancora: rallegratevi» (Fil 4, 4)".


Dal trattato «Sulla lettera ai Filippesi» di sant'Ambrogio, vescovo

sabato 11 ottobre 2014

Il vero timore del Signore (parte III)



"Infatti il timore è considerato come la paura che ha l'umana debolezza quando teme di soffrire ciò che non vorrebbe gli accadesse. Tale genere di timore si desta in noi con il rimorso della colpa, di fronte al diritto del più potente, o all'attacco del più forte, a causa di una malattia, per l'incontro con una bestia feroce o, infine, per la sofferenza di qualsiasi male.
Non è questo il timore che qui si insegna, perché esso deriva dalla debolezza naturale.
In questa linea di timore, infatti, ciò che si deve temere non è per nulla oggetto e materia di apprendimento, poiché le cose temibili si incaricano da se stesse a incutere terrore".



Dai «Trattati sui salmi» di Sant'Ilario, vescovo

venerdì 10 ottobre 2014

Il vero timore del Signore (parte II)



"Vediamo da ciò per quanti gradi si arriva al timore di Dio.
Anzitutto, chiesto il dono della sapienza si deve affidare tutto il compito dell'approfondimento al dono dell'intelletto, con il quale ricercare e investigare la sapienza. Solo allora si potrà comprendere il timore del Signore. Certamente il modo comune di ragionare degli uomini non procede così circa il timore".


Dai «Trattati sui salmi» di Sant'Ilario, vescovo