martedì 21 ottobre 2014

Venga il tuo regno (parte III)



"Certamente uno dei beni più grandi, tra gli altri, che si godono in cielo, è che lassù l'anima non farà più conto alcuno dei beni della terra, ma sarà immersa nella tranquillità e nella gloria, si rallegrerà della gioia di tutti: una pace inalterabile e una soddisfazione senza confini le verrà vedendo che tutti santificano e lodano il Signore, benedicono il suo nome e non l'offendono più. Tutti lo amano; e la stessa anima non si preoccuperà che di amarlo, e non potrà cessare di amarlo, perché lo conoscerà. Se potessimo già conoscerlo, lo ameremmo così fin d'ora, sebbene non con la perfezione e continuità del cielo, ma certamente lo ameremmo in modo ben diverso di come lo amiamo attualmente".


Dal libro «Il cammino di perfezione» di santa Teresa d'Avila, vergine

lunedì 20 ottobre 2014

Come potrò dimenticarmi di te, Gerusalemme?




«Quanto sono amabili le tue dimore! L'anima mia anela di giungere negli atri del Signore» (Sal 83, 2 volg.), cioè nella magnificenza della Gerusalemme celeste, che è la città di Dio. Perché, o Signore, il profeta sospira di giungere ai tuoi atri? Perché tu sei il Dio delle schiere celesti, mio re e mio Dio. E allora «Beato chi abita la tua casa» (Sal 83, 5), la Gerusalemme celeste! Come se dicesse: Chi non bramerebbe venire nei tuoi atri, dal momento che tu sei Dio, e cioè creatore e Signore delle schiere e re dell'universo? Per questo veramente beati sono tutti quelli che abitano nella tua casa.


Dal «Commento sui salmi» di san Bruno, monaco

domenica 19 ottobre 2014

I gradi di contemplazione



"Entriamo nella fortezza fondata su Cristo, pietra solidissima che non vacilla mai. Sforziamoci con tutto l'impegno di rimanere in essa. Si verificherà allora su di noi il detto: «Egli ha stabilito i miei piedi sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi» (Sal 39, 3). Così, bene fondati e resi sicuri, diamoci ormai alla contemplazione per considerare cosa voglia il Signore da noi, cosa gli piaccia e cosa torni gradito ai suoi occhi".


Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate

sabato 18 ottobre 2014

Sia santificato il tuo nome



"Quanto è preziosa la grazia del Signore, quanto alta la sua degnazione e magnifica la sua bontà verso di noi! Egli ha voluto che noi celebrassimo la nostra preghiera davanti a lui e lo invocassimo col nome di Padre, e come Cristo è Figlio di Dio, così noi pure ci chiamassimo figli di Dio. Questo nome nessuno di noi oserebbe pronunziarlo nella preghiera, se egli stesso non ci avesse permesso di pregare così. Dobbiamo dunque ricordare e sapere, fratelli carissimi, che, se diciamo Dio nostro Padre, dobbiamo comportarci come figli di Dio perché allo stesso modo con cui noi ci compiacciamo di Dio Padre, così anch'egli si compiaccia di noi".


Dal trattato «Sul Padre nostro» di san Cipriano, vescovo e martire

venerdì 17 ottobre 2014

Ecco, io salverò il mio popolo



"«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre» (Gv 6, 44). Non pensare di essere attirato contro la tua volontà: l'anima è attirata anche dall'amore. Né dobbiamo temere di essere criticati per queste parole evangeliche della Sacra Scrittura da quanti stanno a pesare le parole, ma sono del tutto incapaci di comprendere le realtà divine. Costoro potrebbero obiettarci: Come posso ammettere che la mia fede sia un atto libero, se vengo trascinato? Rispondo: Nessuna meraviglia che sentiamo una forza di attrazione sulla volontà. Anche il piacere ha una tale forza di attrazione".


Dai «Trattati su Giovanni» di sant'Agostino, vescovo

giovedì 16 ottobre 2014

Fate quello che dicono, ma non fate quello che fanno



"«Udite, pastori, la parola del Signore». Ma che cosa udite, o pastori? «Dice il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: chiederò loro conto del mio gregge» (Ez 34, 9).
Udite e imparate, pecorelle di Dio. Ai pastori malvagi Dio chiede che rendano conto delle sue pecore e che rispondano della morte loro arrecata con le loro stesse mani".


Dal «Discorso sui pastori» di sant'Agostino, vescovo

mercoledì 15 ottobre 2014

Le cinque vie della riconciliazione con Dio




"Volete che parli delle vie della riconciliazione con Dio? Sono molte e svariate, però tutte conducono al cielo.
La prima è quella della condanna dei propri peccati. Confessa per primo il tuo peccato e sarai giustificato (cfr. Is 43, 25-26). Perciò anche il profeta diceva: «Dissi: Confesserò al Signore le mie colpe, e tu hai rimesso la malizia del mio peccato» (Sal 31, 5).
Condanna dunque anche tu le tue colpe. Questo è sufficiente al Signore per la tua liberazione. E poi se condanni le tue colpe sarai più cauto nel ricadervi. Eccita la tua coscienza a divenire la tua interna accusatrice, perché non lo sia poi dinanzi al tribunale del Signore.".


Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo, vescovo