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venerdì 15 agosto 2014

Ave Maria, piena di Grazia! (parte II)




"Veneriamo dunque questa Maria con tutto l’ardore dei nostri cuori, con i più teneri sentimenti di affetto e di devoto ossequio, perché tale è la volontà di Colui che ha voluto che noi ricevessimo tutto per mezzo di Maria. Questa è la volontà sua, ma per il nostro bene. Per tutto infatti provvedendo a tutti i miseri, egli conforta il nostro cuore trepidante, esercita la fede, rafforza la speranza, scaccia la diffidenza, rialza chi è pusillanime. Avevate timore di accostarvi al Padre. Atterrito al solo udirne la voce, correvi a nasconderti tra il fogliame: allora ti ha dato Gesù come mediatore. Che cosa non otterrà dal Padre un tale Figlio? Sarà infatti esaudito per la sua pietà: il Padre infatti ama il Figlio. Hai ancora paura di andare anche da lui? È tuo fratello e carne tua, provato in tutto, eccetto il peccato, perché fosse misericordioso (Eb 4, 15). Questo ti ha dato Maria come fratello. Ma forse anche in lui temi la divina maestà, perché pur essendosi fatto uomo, rimase tuttavia Dio. Vuoi avere un avvocato anche presso di lui? Ricorri a Maria. In Maria c’ è la pura umanità, non solo pura perché incontaminata, ma pura per singolarità di natura. Né dubiterei che anch’essa sarà esaudita per la sua pietà. Il Figlio esaudirà certamente la Madre, come il Padre esaudirà il Figlio. Figliuoli miei, questa è la scala dei peccatori, questa è la mia massima fiducia, questa è tutta la ragione della mia speranza. E che? Può forse il Figlio non accogliere la supplica (della Madre) o non venire esaudito (dal Padre)? Può egli non ascoltare e non essere ascoltato? Né l’uno, né l’altro. Tu hai trovato, disse l’Angelo, grazia presso Dio (Lc 1, 30). Felice espressione. Maria troverà sempre grazia, e la grazia è la sola cosa di cui abbiamo bisogno. La Vergine prudente cercava non la sapienza, come Salomone, non le ricchezze, non gli onori, non la potenza, ma la grazia. È infatti solo la grazia che ci salva".


Dalle «Lodi alla Vergine Madre» di San Bernardo di Chiaravalle, abate e Dottore della Chiesa

lunedì 4 agosto 2014

L'alleluia pasquale



"La meditazione della nostra vita presente deve svolgersi nella lode del Signore, perché l'eterna felicità della nostra vita futura consisterà nella lode di Dio; e nessuno sarà atto alla vita futura, se ora non si sarà preparato. Perciò lodiamo Dio adesso, ma anche innalziamo a lui la nostra supplica. La nostra lode racchiude gioia, la nostra supplica racchiude gemito. Infatti ci è stato promesso ciò che attualmente non possediamo; e poiché è verace colui che ha promesso, noi ci rallegriamo nella speranza, anche se, non possedendo ancora quello che desideriamo, il nostro desiderio appare come un gemito. È fruttuoso per noi perseverare nel desiderio fino a quando ci giunga ciò che è stato promesso e così passi il gemito e gli subentri solo la lode".


Dai «Commenti sui salmi» di sant'Agostino, vescovo